martedì 23 dicembre 2008

SFONDO ANIMATO


Alzi la mano a chi non piacerebbe uno sfondo animato (ovviamente quelli che la alzeranno, saranno costretti ad abbassarla perché da questo momento la sindrome della "diarrea a fischio" li colpirà!). Il bello è che non bisogna installare nessun software esotico che configura il nostro pinguinazzo (non fate rime please) con chissà quali giri carpiati e altro...

Basterà un semplice file xml configurabile a piacimento :-)

Il file lo potete scaricare da
QUI (l'archivio contiene anche i file immagine da usare come sfondo). Scompattate l'archivio cliccando sulla sua incona con il tasto destro e scegliere "Etrai qui" dopodiché spostate la cartella estratta "AllDayLong" nella cartella "Immagini" nella vostra home.

Per far sì che il tutto funzioni, nel file xml originale troverete questa stringa:

/home/edgar/Pictures/AllDayLong/


voi dovrete cambiarla in questa maniera:

/home/nomevostroutente/Immagini/AllDayLong


Ovviamente al posto di "nomevostroutente" metteteci il vostro (se avete il sistema in inglese, al posto di "Immagini", lasciate "Pictures").

Ora non basta che settare il file xml come sfondo.

Per farlo, cliccate con il tasto destro del mouse in un punto qualsiasi del desk, dal menu che appare, scegliete "Imposta sfondo scrivania". Nella finestra che appare, trascinateci sopra il file xml.

Il file in questione fa girare le 8 immagini presenti nell'archivio, a seconda dell'orario in cui stiamo lavorando rispecchiando in questo modo, le condizioni di luce presenti (se è mattino sarà luminoso, se è sera sarà un po' più scuro).


Ovvio che, come avrete certamente capito, i file possono essere cambiati a patto di rinominarli come i file originali oppure di cambiare il nome di riferimento nel file xml.


L'idea di questa segnalazione (non si può certo chiamare guida), è nata dal post creato dall'utente Antonio23 (sto parlando del forum di HWUpgrade) purtroppo a lui non funziona (sembra per una incompatibilità tra la sua versione di Nautilus e l'uso di file XML come sfondo). Il creatore o comunque il post originale del file lo potete trovare QUI

A proposito, se avete Hardy o Intrepid non dovreste aver problemi, sinceratevi erò di avere sia GNOME che Nautilus almeno dalla versione 2.22 (più vecchio non sembra funzionare, vedi il post di Antonio23).

Colgo l'occasione per augurare a voi e ai vostri cari,
Buone Feste!!!


Un saluto a tutti...

masand

PRIMI PASSI 2 - I CODEC


Qualche post fa ci siamo lasciati con la promessa di un post che spiegava come abilitare i codec audio/video e, in più, come abilitare la visione dei DVD criptati e l'abilitazione all'anteprima audio (ascoltare i file senza aprire nessun programma). Allora, diciamo che partendo dal post che citavo all'inizio, ora dovremmo avere una sources.list completa e pulita nella quale trovare veramente tutto.

Sezione Audio/Video:

Ubuntu è una distribuzione libera da software coperto da copyright. Purtroppo, la maggior parte dei codec che vengono utilizzati sono protetti dal diritto d’autore, pertanto non possono essere inclusi nella configurazione base della distro. Questo però non ci impedisce di installarli ed utilizzarli con i programmi giusti!

Per poter usufruire di tutti i contenuti multimediali, basterà installare alcuni pacchetti indispensabili per potersi godere ogni genere di brano musicale oppure vedere un film in AVI, un dvd o semplicemente un filmato in flash.

Da Synaptic installare i seguenti pacchetti:


gstreamer0.10-gnonlin
gstreamer0.10-plugins-farsight
lame
lame-extras
libdvdcss2
libdvdnav4
libxine1
libxine1-all-plugins
totem-xine
ubuntu-restricted-extras
w32codecs

Oppure da terminale dare il seguente comando:

sudo apt-install gstreamer0.10-gnonlin gstreamer0.10-plugins-farsight lame lame-extras libdvdcss2 libdvdnav4 libxine1 libxine1-all-plugins totem-xine ubuntu-restricted-extras w32codecs

Una volta terminata l’installazione di questi pacchetti, sarete in grado di usufruire di qualsiasi contenuto multimediale, compresi i WindowsMedia, RealMedia e QuickTime.

Anteprima dei file audio

Grazie all’ambiente grafico GNOME, Ubuntu vi permette di ascoltare l’anteprima dei vostri file
musicali.
Il metodo è semplicissimo: si sposta il cursore del mouse sopra il file desiderato e questo, in automatico, inizierà la riproduzione sonora.

Per usufruire di questa comodo preview audio, occorre installare pochi applicativi:

Da Synaptic installare i seguenti pacchetti:

mpg123
mpg321
sox
vorbis-tools


Oppure da terminale digitare:

sudo apt-get install mpg123 mpg321 sox vorbis-tools

Ok, dovrebbe essere tutto :-)

Ora la vostra BOX Ubuntu dovrebbe essere in grado di gestire tutti i file multimediali che possiate incontrare.

Un saluto a tutti...
masand

domenica 21 dicembre 2008

PRIMI PASSI - INSTALLARE UBUNTU DENTRO WINDOWS


Abbiamo visto un un post precedente che è possibile installare la nostra distro in maniera minimale e questo viene molto utile per gli utenti esperti che vogliono scegliere cosa installare nella proprio computer in modo da avere un totale controllo sul processo di installazione.

Ma se noi invece siamo alle prime armi? Come installaliamo Ubuntu senza far danni sul nostro computer? Anzi, Ubuntu non lo conosciamo proprio... come facciamo?


Beh, innanzi tutto, mi dispiace per voi, ma state tranquilli, non avete niente di contagioso, l'importante è che invece dell'informaticia vi dedichiate... che so... al''uncinetto magari, anche perché a quanto ne so a Lourdes non fanno miracoli in questo senso...

No no!! Sto scherzando...

Ah! Allora fanno miracoli in tal senso a Lourdes?


No no!!! Non vi serve un miracolo (anche se non farebbe male). Per poter provare Ubuntu, basterebbe inserire nel lettore CD/DVD il disco contentente la Live della nostra distribuzione che potrete così, tranquillamente provare.

Anche se, diciamocelo, Ubuntu in tal senso è "castrata" (no, Ubuntu non si pronuncia in falsetto) allora come fare?

Facilissimo, possiamo provare Ubuntu, installandola direttamente dentro Windows (proprio come fosse una normale applicazione), in questo modo non intaccheremo l'hard disk del computer e non faremo danni, ma al tempo stesso, potremo provare la distro in tutta la sua potenzialità installando programmi, driver e quant'altro proprio come una installazione vera e propria!!!!

Che bello! Come si fa?


Allacciatevi la cintura, che si parte!!!

Dalla versione 8.04 si può installare Ubuntu all’interno di Windows senza bisogno di modificare le partizioni del disco.

Lo strumento che lo consente si chiama Wubi: in pratica una parte del filesystem di Windows viene dedicato a Linux che lo vedrà come un disco reale.


Wubi è presente sul Cd di installazione di Ubuntu: è sufficiente inserirlo in Windows per eseguire l’installazione.


In mancanza del Cd si può scaricare solo Wubi dal sito: http://wubi-installer.org/latest.php e lanciare il comando a mano: sarà Wubi stesso a prelevare dalla rete tutto l’occorrente.

Nella prima schermata vengono proposte alcune scelte per la configurazione di base del sistema: la quantità di spazio da dedicare a Linux, la lingua di sistema, un nome utente e una password per la creazione del primo utente:


L’installazione prosegue con la preparazione del disco e con il riavvio della macchina.

Wubi si occupa anche di configurare il bootloader di Windows in modo da poter scegliere con quale sistema avviare il computer:



Per rimuovere una versione di Ubuntu installata tramite Wubi è sufficiente aprire Programmi e funzionalità (su Windows XP è Installazione applicazioni) e disinstallarlo come se si trattasse di una qualsiasi applicazione.


Rispetto a un’installazione nativa di Linux, ci sono alcune differenze di cui bisogna tenere conto: le prestazioni dell’accesso al disco saranno un poco inferiori; il sistema, poi, non può essere ibernato (sospeso su disco); infine il file system mal sopporta spegnimenti brutali, che potrebbero portare a perdite di dati.


Un saluto a tutti...
masand

mercoledì 17 dicembre 2008

Installazione plugin Java nativo a 64 bit per Firefox con JRE 6u12beta

Finalmente, dopo il Flash player nativo, cade l'ultimo muro che divideva l'esperienza di navigazione a 64 bit da quella a 32 bit. Sun ha finalmente deciso di rendere disponibile un plugin Java per i browser a 64 bit, fino ad adesso il nostro sistema poteva comunque far girare applet Java tramite il plugin derivato dal progetto OpenJDK o gcj, ma i problemi di visualizzazione e di compatibilità erano non indifferenti. Qui di seguito troverete le istruzioni per l'installazione sul vostro sistema, come sempre il meno traumatica possibile.
Il consiglio è quello di rimuovere i plugin a 64 bit (come quello di OpenJDK):

sudo apt-get purge gcjwebplugin icedtea6-plugin

Ora scaricate l'archivio da questo sito (Download accanto a JRE 6 Update 1x -> Piattaforma Linux x64, scegliete il file jre-6u12-linux-x64.bin) e salvatelo in una directory. Aprite il terminale e posizionatevi nella directory in cui si trova l'archivio.
La seguente procedura è generica e va bene per installare qualsiasi JRE non supportato direttamente dalla distribuzione. Installiamo ora tutto il necessario per produrre i file deb:

sudo apt-get install java-package

Ora dobbiamo modificare uno dei file installati per far riconoscere la nostra versione di JRE:

sudo gedit /usr/share/java-package/sun-j2re.sh

Posizionatevi alla riga 72, prima di "esac", ed inserite questo testo:

"jre-6u"[0-9][0-9]"-linux-x64.bin") # SUPPORTED
j2se_version=1.6.0+update${archive_name:6:2}${revision}
j2se_expected_min_size=16 # 16542512 bytes
found=true
;;

Con questa riga potrete installare tutti i JRE update che verranno rilasciati d'ora in avanti. Chiudete e salvate.
Nella directory in cui si trova il pacchetto eseguite il comando:

fakeroot make-jpkg jre-6u12-linux-x64.bin

Controllate ciò che vi appare sullo schermo: premete Y, poi Invio, ora scorrete la licenza fino alla fine con la barra spaziatrice, scrivete yes e poi premete Invio. Ci sarà qualche errore, ma è normale.
Verrà costruito il pacchetto sun-j2re1.6_1.6.0+update12_amd64.deb. Installiamolo:

sudo dpkg -i sun-j2re1.6_1.6.0+update12_amd64.deb

Per colpa di alcune differenze nella struttura interna dei file fra questa e le versioni precedenti del JRE, il plugin è contenuto in una directory diversa, passiamo ora a creare un link al plugin coerente con la struttura delle alternatives di Ubuntu:

sudo mkdir -p /usr/lib/j2re1.6-sun/plugin/amd64/ns7
sudo ln -s /usr/lib/j2re1.6-sun/lib/amd64/libnpjp2.so /usr/lib/j2re1.6-sun/plugin/amd64/ns7/libjavaplugin_oji.so

A questo punto il plugin dovrebbe essere già funzionante, basta un riavvio di Firefox e dovreste trovarlo nella lista dei plugin di Firfox: inserite nella barra dell'url about:plugin e premete Invio. Dovrebbe essere presente in questa forma:

libnpjp2.so

Nome file: libnpjp2.so
Ad ulteriore verifica potete visitare questo sito. Come Vendor dovrebbe apparire Sun Microsystem e come versione "Java 6 update 12".

martedì 16 dicembre 2008

INSTALLARE DOOM3 SULLA NOSTRA UBUNTU


Diciamoci la verità, la maggior parte degli utenti GNU/Linux ha comunque Windows in dual boot foss'altro solo per giocare... Purtroppo, anche se qualcosa si sta muovendo nel sottobosco degli sviluppatori, siamo ancora invasi da cloni di FPS Multiplayer, giochi che ricordano quelli degli anni passati ecc...

Ci viene in aiuto di molti giochi anche WINE, ma molti (e guarda caso proprio quelli che ci piacciono) o non girano bene o hanno qualche magagna grafica o l'audio gracchia o qualcos'altro... insomma anche se aiuta, non è la soluzione.


La soluzione ottimale in un mondo perfetto sarebbe avere una versione nativa per Linux per qualsiasi gioco, ma siccome non siamo in un mondo perfetto, pochi sviluppatori si accorgono di noi, ma per fortuna non è sempre così, alcuni fanno anche le versioni native per Linux dei loro giochi di punta e uno di questi è la
"id Software"

Vediamo qui, come installare una loro "vecchia" gloria, l'amato/odiato Doom3.

Cominciamo:

Per prima cosa dobbiamo procurarci l'installer ufficiale distribuito proprio dalla id Software, per cui puntiamo il browser sul seguente indirizzo:

ftp://ftp.idsoftware.com/idstuff/doom3/linux/


Ci ritroveremo questa situazione (cliccare per ingrandire):


Quindi scarichiamo il file: doom3-linux-1.3.1.1304.x86.run

Se dovesse andare troppo piano, QUESTA È LA VERSIONE TORRENT (stessa versione ovviamente).

Fatto? Allora possiamo partire con l'intallazione vera e propria!!! Quindi andiamo con il terminale dove abbiamo scaricato il file e diamo il comando:

sudo ./doom3-linux-1.3.1.1304.x86.run

Quindi dopo pochi secondi di caricamento, vi si mostrerà questa finestra:



Ovviamente scegliete «Ok» (selezionando la finestra e pigiando la barra spaziatrice o il tasto invio/enter). A questo punto, in pieno stile Windows, ci verrà chiesto di leggere la licenza ed accettarla:


Per accettare e proseguire, scorrete il testo con le frecce direzionali (oppure più velocemente con PgSù/PgGiù) e poi pigiate sempre o la barra spaziatrice o il tasto invio/enter.

Dopodiché apparirà questa finestra:


Come al solito diamo «Yes»

Nella schermata dopo (quella in cui ci chiede di leggere il file "readme") diamo «No»
:



A questo punto ci chiede la path dove installare il gioco:


Ovviamente diamo «Ok» e ci chiederà dove creare il link simbolico (collegamento) che potremo poi utilizzare per far partire il gioco:


Anche qui, ovviamente diamo «Ok».

Nella schermata successiva ci mostrerà le opzioni di installazione (ovviamente possiamo cambiarle), lasciamole così (installa il gioco e il server/client se eventualmente volessimo giocare online):


Si, avete indovinato, dobbiamo scegliere «Ok».

A questo punto ci verrà mostrata la licenza del server/client e procediamo come sopra. Dopodiché c iverrà fatta la richiesta se vogliamo installare le voci relative al gioco nel menù invio (probabilmente non funzionerà, ma vedremo in seguito come fare):


Scegliamo "mestamente" «Ok» e procediamo.

A questo punto partirà l'installazione e in pochi secondi apparirà un messaggio che ce ne confermerà il completamento:


Bene, ora abbiamo quasi finito. Ora non ci resta che prendere il nostro CD/DVD di installazione di Doom3 e dalla loro cartella /base copiare i seguenti file:
base/pak000.pak4
base/pak001.pak4
base/pak002.pak4
base/pak003.pak4
base/pak004.pak4
base/zpak000.pk4

nella cartella:

/usr/local/games/doom3/base

Ora se tutto è andato a buon fine, per far partire il gioco, diamo da terminale il seguente comando:

doom3


Come avete visto è stato tutto molto semplice (lungo, ma semplice). Uh? Ancora a frignare? Cosa? Il gioco è in inglese anche se normalmente su Windows è nell'idioma italico? Ah... ma allora siete incontentabili... Va bene... è Natale lo so... vi dico quindi come trasformare Doom3 nella lingua di Dante (no, non fisicamente, che schifo!). Se avete eseguito la guida passo-passo, sicuramente avete copiato il file contenuto nei CD/DVD di installazione di Doom3

zpak000.pk4

nella cartella

/usr/local/games/doom3/base

Se non lo avete fatto, fatelo... Fatto? Bene ora aprite il file di configurazione con il seguente comando:

sudo gedit ~/.doom3/base/DoomConfig.cfg

e sostituite questa riga:

seta sys_lang "english"

con:

seta sys_lang "italian"

Ora salvate e riavviate il gioco che dovrebbe essere in italiano.
Un saluto a tutti...
masand


lunedì 15 dicembre 2008

GUIDA INSTALLAZIONE MINIMALE DI UBUNTU



Uno degli aspetti molto importanti quando ci si avvicina ad un nuovo Sistema Operativo è proprio l'installazione.

Ubuntu, da questo punto di vista, ci aiuta moltissimo, rendendo l'installazione praticamente automatica e molto semplice, infatti possiamo installare dopo averla provata un po' dal liveCD, installarla direttamente o addirittura, installare Ubuntu dentro Windows... praticamente copre la maggior parte delle esigenze di un utente medio....

...già, ma che succede invece quando chi vuole installare il sistema è un utente avanzato e vuole avere solo l'indispensabile?

Anche qui, la nostra amata/odiata/bistrattata Ubuntu ci viene in aiuto e ci permette di installare un sistema minimale/personalizzato e scattante.

Vediamo come:


INDTRODUZIONE:

È possibile procedere all'installazione di un sistema minimale con una immagine .ISO già preparata, in questo modo tutti i pacchetti selezionati vengono installati dalla rete, rendendo così l'immagine del CD meno pesante (può essere inferiore ai 10MB).


REQUISITI

Proprio per la natura della scelta e installazione dei pacchetti, è fondamentale avere una connessione ad Internet funzionante, altrimenti "ciccia".

Ah ok, ma mi sfugge qualcosa... doe la scarico la .ISO minimale che sul sito di Ubuntu non ne trovo traccia nei maggiori link che vedo?

Niente paura, eccovi qui tutti i millemila succulenti link allo spiedo:


Contenti? Ora non dovete far altro che cliccare sulla versione che volete e masterizzarla, per cui, dallo spiedo alla "scotta CD".

Avete finito di mangiare? Ok, allora...


COMINCIAMO

Prima di avviare l'installazione è necessario configurare il BIOS affinchè diventi possibile avviare il sistema da lettore CD. Terminata la configurazione, inserire il CD d'installazione nel lettore CD-ROM e riavviare il computer.

Configurazione BIOS:

Ora, senza andare nello specifico, molti BIOS cambiano nell'interfaccia, quindi ecco una carrellata dei quelli più diffusi:

  • BIOS Phoenix
All'avvio del PC premere un tasto fra «F2», «Canc» e «F10». Un volta avviata l'interfaccia grafica del BIOS, spostarsi con i tasti direzionali e selezionare la scheda «Boot».

Modificare con i tasti «+» e «-» la voce relativa al lettore CD/DVD, in modo che compaia in testa alla lista dei dispositivi. Salvare le impostazioni e uscire premendo il tasto «F10». Verrà chiesto di salvare le configurazioni: selezionare «Y» e premere «Invio». Al termine il PC verrà riavviato.

Al termine il PC verrà riavviato.



  • BIOS Award
All'avvio del PC premere un tasto fra «F2», «Canc» e «F10». Un volta avviata l'interfaccia grafica del BIOS, spostarsi con i tasti direzionali e selezionare la voce «Advanced Bios Features» e premere «Invio».

Al termine il PC verrà riavviato.

  • BIOS AmiBIOS

All'avvio del PC premere un tasto fra «F2», «Canc» e «F1». Un volta avviata l'interfaccia grafica del BIOS, spostarsi con i tasti direzionali e selezionare la scheda «Boot».

Al termine il PC verrà riavviato.

Per chi invece usa dei portatili, all'avvio di solito viene indicato un tasto da premere (ad esempio F12, Esc ecc.) che permette di scegliere in fase di boot la periferica dalla quale avviare il computer. In ogni caso, fate riferimento al manuale del vostro PC portatile.


QUESTO invece un piccolo link, qualora lo voleste, di approfondire il discorso BIOS.


Fatti i passi sopra, ora sarete ingrado di far partire il vostro computer direttamente dal CD masterizzato con la ISO minimale. Quindi, una volta partita l'installazione dovreste ritrovarvi davanti ad un "prompt" (riga di comando testuale), molto simile a questo:

boot:

Premere «Invio» per proseguire. Dunque, comparirà la seguente schermata (cliccare per ingrandire):

Utilizzando i tasti freccia, è possibile selezionare una fra le seguenti opzioni:

  • «Install»: avvia il processo di installazione.

  • «Command-line install»: avvia il processo di installazione di un sistema minimale a riga di comando.

  • «Advanced options»: mostra le seguenti opzioni:

    • «Expert install»: avvia il processo di installazione per esperti.

    • «Command-line expert install»: avvia il processo di installazione per esperti di un sistema minimale a riga di comando.

    • «Rescue mode»: avvia la modalità di ripristino.

  • «Help»: mostra l'aiuto in linea.

Se si desidera installare un sistema fornito di un sistema grafico, selezionare «Install»; in alternativa, se si desidera installare un sistema a riga di comando, selezionare «Command-line install».

Se si è scelta l'opzione «Install», al termine dell'installazione del sistema base comparirà la seguente schermata (cliccare per ingrandire):

Selezionare i componenti che si desidera installare e premere «Invio».


Installazione di un ambiente grafico minimale

Appena finito, abbiamo una installazione funzionante e performante, ma senza interfaccia grafica, quindi purtroppo non potremmo lanciarci in "configurazioni carpiate" di temi, icone e bordi finestre.

"Noooooooooooooooooooooooo!!! E io che volevo installare GNOME, con il pannello di KDE e Thunar come File Manager nooooooooooooooooooooo!!!"

Ok, Ok... siccome è Natale e siamo tutti più buoni, vi dico come installare le maggiori interfacce grafiche più una "chicca" bonus (no, non è il Maurizio "state bonus" Constanzo dell'antica Roma).

  • Installare GNOME

Digitare il seguente comando:


sudo apt-get install gdm gnome-core xorg


  • Installare KDE

Digitare il seguente comando:


sudo apt-get install kdm kde-core xorg

  • Installare XFCE

Digitare il seguente comando:


sudo apt-get install gdm xfce4 xorg

Ricapitolando, dando uno dei comando sopra riportati, installaremo la versione MINIMALE del nostro DE preferito, ma passiamo alla "chicca" che vi ho promesso prima.

Oltre ai canonici DE, possiamo ora abbiamo la possibilità di installare anche LXDE un DE molto leggero (alcuni dicono anche di più di XFCE) e completo di tutto (file manager, visualizzatore di immagini, pannello, task manager, pannello di controllo e quant'altro).

Quindi, vediamo ora come installarlo per le diverse versioni di Ubuntu, nello specifico Intrepid (8.10), Hardy (8.04.1) e Gutsy (7.10).


  • Installazione per Intrepid (8.10):

Digitare il seguente comando:

sudo apt-get install lxde xinit gdm xorg

  • Installazione per Hardy (8.04.1) e Gutsy (7.10):

Per quanto riguarda invece le versioni per Hardy (8.04.1) e Gutsy (7.10) è necessario inserire dei repository aggiuntivi, per cui, digitate il seguente comando:

sudo nano /etc/apt/sources.list


e aggiungiamo i seguienti repository:

  • Hardy (8.04.1)

deb http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu hardy main



  • Gutsy (7.10)

deb http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu gutsy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu gutsy main

Quindi ora, come al solito, dobbiamo far digerire i nuovi repository e installare LXDE (SOLO PER HARDY E GUTSY) quindi diamo i seguenti comandi:

sudo apt-get update
sudo apt-get install lxde xinit gdm xorg

Ok, questo è tutto...

Ho preso le informazioni dal Wiki della comunità (dateci una letta perché riporta anche a molti altri link interessanti).

Un saluto a tutti...
masand

IL MULETTO PERFETTO


Sul forum di HWUpgrade, è apparso oggi ad opera dell'utente friwer un post dove lui stesso spiega come installare e configurare al meglio un muletto casalingo. Ho chiesto a friwer se potevo inserirlo nel BLOG, ha gentilmente acconsentito e quindi, non mi resta che augurarvi buona lettura e buon download (i muletti mangiano!!!):

Questa guida nasce dalla mia personale esperienza maturata nel tentativo di realizzare un muletto che scaricasse tanto consumando poco. Obiettivo: deve poter scaricare da rete ed2k e kad (emule) e da rete torrent. Si parte….


1) Di cosa ho bisogno?

Innanzitutto c’è bisogno dell’hardware. Non servono risorse stratosferiche, non bisogna giocarci a FEAR con il muletto. Rimando a questa utile discussione http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1012426.
Personalmente ho usato un Pentium III 733 con 192 Mb di ram. Riguardo quest’ultima, vale sempre il solito principio: più ce n’è meglio è. Per il resto occorre pensare al risparmio: meglio un disco grande di due piccoli, staccare le periferiche non necessarie e via dicendo.
Poi bisogna scaricare il cd di Ubuntu Server controllarne l’integrità con il test che c’è sul cd stesso e masterizzare la iso.

2) Installazione del sistema operativo.

Inserire il CD nell’unità ottica ed impostarla come prima unità al boot. Poi selezionare la lingua desiderata. Rispondere alle varie domande sulla localizzazione del sistema e sulle impostazioni di rete (fa tutto il DHCP se presente, altrimenti inserire manualmente gli indirizzi). Selezionare il disco da partizionare: per i più svogliati va benissimo la procedura guidata che utilizzerà l’intero disco, per tutti gli altri c’è il partizionamento manuale come sempre. Dopo aver installato i pacchetti base, l’installer chiederà di creare un utente: quando chiederà di criptare i dati dello stesso, scegliere no. Riguardo agli aggiornamenti, preferisco che siano lasciati su “Nessun aggiornamento automatico” per aver un migliore controllo sulla macchina (ed evitare problemi di funzionamento poi). Al momento della selezione del software, scegliere ESCLUSIVAMENTE il server OpenSSH, il resto lo faremmo in remoto tramite Putty o tramite qualsiasi terminale tramite il comando ssh (Mac o Linux). L’installazione è conclusa, rimuovere il CD e riavviare. Prima di abbandonare la tastiera e il monitor del nostro server, effettuare l’accesso e aggiornare i pacchetti (sudo apt-get update poi sudo apt-get upgrade). Rimuovere AppArmor che potrebbe rivelarsi più scomodo che utile quindi digitare:

sudo /etc/init.d/apparmor stop
sudo update-rc.d -f apparmor remove
sudo apt-get remove apparmor apparmor-utils

A questo punto è possibile riavviare (sudo reboot), staccare il monitor e la tastiera e lasciare esclusivamente il cavo di rete e quello di alimentazione. Per le operazioni successive ci affideremo al controllo remoto.

3) Installare webmin

Per poter controllare al meglio il nostro server, è utile installare Webmin. Una volta riavviato il muletto collegarsi tramite Putty (per gli utenti Windows, per tutti gli altri basta il comando ssh) ed effettuare l’accesso come al solito. Installare le dipendenze:

sudo apt-get install perl5 libnet-ssleay-perl

spostarsi nella cartella /usr/local/src (cd /usr/local/src) e scaricare il TAR file di webmin

sudo wget http://prdownloads.sourceforge.net/w...n-X.XXX.tar.gz


dove al posto delle X c’è la versione corrente. Decomprimere il file con il comando sudo tar xzvf webmin-X.XXX.tar.gz e spostarsi nella cartella creata. A questo punto lanciare l’installazione con un sudo sh setup.sh Seguire tutte le richieste (si possono lasciare anche i valori di default), scegliere un utente e la password, usare il protocollo SSL ed avviare webmin al boot. Se tutto è andato a buon fine, sarà possibile accedere all’interfaccia di webmin tramite un qualsiasi browser all’indirizzo https://indirizzoipdelmuletto:10000 e accettare il certificato di sicurezza. PS. Lasciate perdere il computo della ram disponibile che riporta webmin: non so cosa conti ma di sicuro non il valore reale (digitare top o free dal terminale del muletto per credere)

4) Installare aMule

Ora tocca ad aMule di cui verrà installato solo il demone (senza interfaccia grafica). Su ogni client poi dovrà essere installato il pacchetto di amule contenente la GUI remota (non importa il sistema operativo del client). In questo modo avremo la possibilità di sfruttare a pieno le caratteristiche del programma.
NB. La versione della gui remota (del pacchetto client quindi) deve coincidere con quella del muletto (nel nostro caso la 2.2.2), pena malfunzionamenti.

Digitare dal terminale
sudo apt-get install amule-daemon amule-utils

poi digitare

amuled –f

e ancora

nano /home/nomeutente/.aMule/amule.conf


Spostiamoci nella sezione relativa alle connessioni per la gestione. Si deve definire una porta sulla quale aMuled sarà in ascolto e la password di accesso.

[ExternalConnect]
AcceptExternalConnections=1
ECAddress=localhost
ECPort=4712
ECPassword=4fc772729bde281ccc7f228e19be6889


Questa nuova porta, in questo file la 4712, non va aperta all'esterno ma deve essere accessibile in localhost per la gestione remota. In ECPassword dobbiamo mettere l'md5 della password scelta. Si può ottenere così:

$ echo -n yourpasswordhere | md5sum | cut -d ' ' -f 1


Ora dobbiamo fare in modo che il demone parta in automatico all’avvio del muletto. Possiamo usare lo script di default a patto di inserire nel file /etc/default/amule-daemon il nostro nome utente.

Perciò digitare:

sudo nano /etc/default/amule-daemon


ed inserire il nome dell'utente alla voce AMULED_USER="". Nel mio caso diventa AMULED_USER="andrea".

Salvare, chiudere ed avviare il servizio con

sudo /etc/init.d/amule-daemon start.


Se tutto è andato a buon fine, sarà possibile accedere dai client tramite la gui remota. Qualora quest’ultima non dovesse dare segni di vita, probabilmente c’è stato un problema con l’hashing della password. Verificare che la conversione sia giusta. In ogni caso basta aprire la gui remota dal client, inserire l'indirizzo ip del muletto, la porta di connessione (nel caso 4712) e la password scelta (in chiaro, non in hash) PS. Trucchetto che ho imparato dopo molte ore di sbattimenti. Non so perché, ma l’output di quel comando non coincideva con quello di amuled. Ho digitato allora:

amuleweb -w -h=localhost –password=miaPasswordQui


e ho aperto il file con

nano /home/utente/.aMule/remote.conf


per leggere la password come l’aveva generata. A quel punto è bastato copiare la stringa corrispondente alla password nel file amule.conf 5) Installare Transmission (per la rete torrent) Un muletto scaricante che si rispetti deve poter scaricare anche da rete torrent, mi sembra giusto. Installiamo Transmission che verrà controllato tramite WebUI (con qualsiasi browser):

sudo apt-get install transmission transmission-cli

copiare questo file (per scaricarlo è necessario essere loggati nel forum di HWUpgrade) in /etc/init.d/transmission-daemon (rimuovere l'estensione .txt) e modificare le stringhe di configurazione tramite il comando

sudo nano /etc/init.d/transmission-daemon


fare particolare attenzione alle voci

TRANSMISSION_HOME=/home/utente/.transmission-config
TORRENTFOLDER=/home/utente/downloads (meglio se ha i permessi a 777 e coincida con quella dei download di amule)
PORT=49160 (nel mio caso, basta aprirla poi sul firewall del router)
USERNAME=utente
REMOTE_USER=admin
REMOTE_PASS=laPasswordCheVuoi


A questo punto si può salvare e chiudere ed avviare il servizio

sudo chmod +x /etc/init.d/transmission-daemon

/etc/init.d/transmission-daemon start


Se tutto è a posto, aggiungere il servizio all’avvio

sudo update-rc.d transmission-daemon defaults


Per accedere da ogni client basta aprire un browser qualunque e digitare http://ipdelmuletto:9091 poi l'utente e la password.

6) Configurare Samba

Bisogna ora rendere accessibili le cartelle del muletto per il prelievo dai client.
Prima di tutto installate Samba:

sudo apt-get install samba smbfs


Per configurare Samba bisogna modificare il file /etc/samba/smb.conf quindi fate una copia del file originale

sudo cp /etc/samba/smb.conf smb.conf-default


apriamo il file con sudo nano /etc/samba/smb.conf e alla fine del documento inserire

[shared]
comment = Condivisa
path = /home/utente/.aMule/Incoming
public = yes
writable = yes

così per tutte le cartelle, basta cambiare il parametro path. Per rendere effettive le modifiche riavviare samba con un

sudo /etc/init.d/samba restart


7) Configurare un serveUPnP (facoltativo)

Per chi avesse l'esigenza di condividere i file audio/video attraverso il protocollo UPnP, potrebbe rivelarsi utile l'istallazione di MediaTomb. Aprire il terminale e digitare

sudo apt-get install mediatomb


il resto dovrebbe farlo tutto da solo. Ultimissimo passo, bisogna impostare le cartelle condivise da monitorare e lo si può fare agevolmente attraverso l'interfaccia web all'indirizzo http://indirizzoipdelmuletto:49152 . Selezionare la Filesystem View, posizionarsi nella cartella desiderata (quella dei download ad esempio) e premere sul simbolo + (add file or directory). In tal modo, i file saranno accessibili attraverso la rete anche a dispositivi come PS3, ipod o quant'altro.

Se volete seguire tutto il post e anche per eventuali richieste e/o spiegazioni, questa è la discussione sul forum

Un saluto a tutti...
masand